
L’elemento naturale, il vigneto, contiene già in potenza tutte le caratteristiche che si sveleranno completamente solo nel vino a maturità raggiunta. “Nel blocco di marmo, diceva Michelangelo, esiste già la statua che si potrà ammirare al termine del paziente lavoro dello scultore”.
Esiste già “quella Statua” e solo quella!
Se tutto ciò è vero diventa chiaro che la lavorazione non ha altro fine che far emergere il vino dallo stato di potenza a quello di atto. Illudersi di intervenire in cantina su quel magico mix di oltre 800 sostanze racchiuse nel “corpo del vino” per indirizzare il risultato finale verso un obiettivo diverso da quello implicito nel vigneto è un errore filosofico prima ancora che tecnico-enologico.
Pertanto il mestiere del wine-maker è capire il vigneto. Tutto il resto viene da sé: barrique, vinificazioni, affinamenti, temperature e curve di maturazione comprese.
Malgrà si riconosce in queste idee di base e procede, in ogni fase della lavorazione, rispettando il proprio “patto con il vigneto”.