Il 9 agosto, a Malgrà abbiamo cominciato la vendemmia 2017 con la raccolta del Pinot noir e lo Chardonnay per il vino-base destinato alla produzione dello spumante metodo classico Alta Langa.

Favorita da temperature estive elevate, con i mesi di giugno e di luglio caratterizzate da giornate caldissime e notti talvolta anche fresche e mitigate da rari eventi piovosi, la maturazione dell’uva di tutte le varietà si presenta quest’anno in forte anticipo, dovuto soprattutto a un germogliamento precoce causato da un anomalo e prolungato innalzamento delle temperature tra la seconda metà di febbraio e la prima metà di marzo. Gli abbassamenti delle temperature registrati nel mese di aprile sono culminati con le gelate tra il 18 e il 20 del mese che hanno colpito a macchia di leopardo un’area insolitamente vasta dell’Italia del Nord e dell’Italia Centrale, e neppure un mese di maggio insolitamente freddo ha avuto l’effetto di ritardare lo sviluppo vegetativo del vigneto.

Un’annata, questo 2017, quindi abbastanza anomala per il Piemonte, ma che va ad iscriversi nel numero delle annate calde come il 1997, il 2003 o il 2007, dove la vite e le capacità tecniche del viticoltore sono state messe a dura prova da condizioni climatiche non certo facili.

Dal punto di vista qualitativo si tratta di un anno impegnativo per molte delle uve bianche, dove sarà importante scegliere il momento più adatto per la raccolta delle diverse varietà.  Per le uve a bacca rossa come dolcetto, barbera e nebbiolo, si prevede invece una vendemmia più facile, potendo queste essere avvantaggiate da condizioni climatiche che, al momento, sembrano essere favorevoli a una maturazione completa, anche se molto anticipata.

I dati dei campionamenti in vigneto sono al momento confortanti: ci presentano infatti un’uva perfettamente sana, con acidità contenuta e gradazioni zuccherine al momento non ancora troppo elevate, segno di una fase vegetativa un po’ rallentata dalle temperature elevate ma in un complesso di relativa armonia.

Certamente oggi è impossibile prevedere che cosa succederà nelle prossime settimane, anche se le quantità di uva vendemmiata – così restando le cose, cioè senza le tradizionali piogge di fine agosto-inizio settembre – si possono stimare in diminuzione di circa il 15% rispetto all’anno precedente, sia a causa della ridotta dimensione degli acini sia per la bassa resa in mosto, con inevitabili ripercussioni sui costi (e quindi sui prezzi) dei vini finiti.

Dobbiamo comunque ancora aspettare quasi un mese: nel frattempo… incrociamo le dita!